SPETTACOLI 2018

LUNEDI’ 16 LUGLIO ORE 21.00 – ingresso 5€

Premiazione “Cartoni di solidarietà” in collaborazione con Volontarimini

 

COCO di Lee Unkrich e Adrian Molina

USA, 2017, 105 minuti

Produzione: PIXAR ANIMATION STUDIOS

 

Miguel ha dodici anni e la sua più grande passione è poter diventare un musicista, ma la sua famiglia non ama la musica e pretende che il ragazzo lavori nella casalinga fabbrica di scarpe. Ma la passione è più forte degli obblighi famigliari e per raggiungere il suo sogno Miguel arriverà nel mondo dei morti, dove scoprirà la storia dei suoi avi e del suo idolo Ernesto de la Cruz, in compagnia di Héctor, uno scheletro ben informato sulla dinastia del ragazzo…

Il Messico e il popolare “culto dei morti” sono al centro del nuovo, colorato e fantasioso film realizzato dagli studi Pixar premiato con gli Oscar per il miglior lungometraggio d’animazione e per la miglior canzone originale.


Martedì 17 luglio ore 21.00 Piazza Cavour

BIBBIDI BOBBIDI BOO

LE MUSICHE PIÙ FAMOSE DEI CARTOON SUONATE DA GAIOBANDA E MAGIE DI SABBIA CON MAURO MASI

 

L’affasciante Piazza Cavour sarà invasa dalle note dei più bei film d’animazione di tutti i tempi, grazie alla formazione bandistica Gaiobanda. La Gaiobanda nasce quasi per caso a Natale 2015, quando un gruppo di circa quindici elementi si riunisce per suonare canzoni di Natale lungo le vie del quartiere Gaiofana di Rimini. Si forma così la Gaiobanda – Banda musicale di Gaiofana (quartiere della città di Rimini), che debutta ufficialmente al carnevale 2016 di Ospedaletto di Coriano (RN).L’esperienza tra gioco e musica, iniziata quasi per caso, si è consolidata nel tempo e oggi è una realtà con oltre 30 preparatissimi musicisti.

Ad accompagnare visivamente le musiche l’artista di Sand Art Mauro Masi che, seguendo le note, creerà delle vere e proprie magie di sabbia sullo schermo.


 

MERCOLEDI’ 18 LUGLIO ORE 21.00 – Ingresso 5€

GATTA CENERENTOLA di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone

Italia, 2017 88 minuti

Produzione. MAD ENTERTAINMENT, BIG SUR, SKY DANCER

 

Ispirato dalla fiaba “La gatte cenerentola” di Gianfranco Basile e dall’opera teatrale di Roberto de Simone, “Gatta Cenerentola” è ambientato a bordo di una grande nave tecnologicamente avanzata trasformata in uno squallido locale con annesso bordello gestito da “O Re”, un affarista senza scrupoli, losco trafficante di droga. Sulla nave vive Mia, figlia di Vittorio Basile, ideatoredell’imbarcazione, destinata originariamente a divenire archivio digitale. Mia non parla per via dello shock subito dalla morte violenta del padre per mano di “O Re” che

attende con ansia il diciottesimo compleanno della ragazza, erede testamentaria della nave, per impossessarsi completamente del natante.

SARÀ PRESENTE MARINO GUARNIERI –

CARTOON CLUB ASSEGNARA’ UN PREMIO ALL’OPERA.

 


 

 

Giovedì 18 luglio ore 21,00 PIAZZA CAVOUR

ATLAS UFO ROBOT GOLDRAKE da 40 anni in Italia

SPACE GENESIS /GNX Generation

 

 

40 anni di immaginari & alabarde spaziali

UFO robot Goldrake e lo sbarco degli anime in Italia

di Loris Cantarelli

 

Era il 4 aprile 1978 e molti “videro la luce” alla tv di casa, sull’allora Rete Due della prima puntata di Atlas UFO Robot, la serie animata che innescò in Italia “l’anime boom”. Ma dopo l’arrivo del bel tenebroso Actarus e il suo robot gigante Goldrake, davvero nulla fu più come prima.

Qualche serie animata prodotta in Giappone era già arrivata sul piccolo schermo italiano: Barbapapà e Vickie il Vichingo nel 1976, Kimba il leone bianco nel 1977 e nel febbraio 1978 la celeberrima Heidi. Ma, a parte la serie a cui la Disney s’ispirò per Il re leone di quasi vent’anni dopo, si trattava di coproduzioni che adattavano libri per ragazzi di origine europea. Con la drammatica vicenda del principe Duke Fleed rifugiatosi sulla Terra come semplice contadino perché in fuga dal malvagio popolo di Vega che ha distrutto il suo pianeta, il pubblico italiano incontrò il primo personaggio dei manga che mostrava temi, sensibilità e tradizioni giapponesi.

In realtà, quel che fu interessante perfino a livello sociologico fu l’invasione di gadget e prodotti multimediali: fumetti, libri, dischi, maschere di carnevale, tatuaggi, action figures primitive riempirono i negozi di tutto il Paese.

L’improvvisa proliferazione di canali privati, la sempre più diffusa disponibilità di televisori a colori, la chiara origine “aliena” non solo dei cattivi extraterrestri ma anche dei terrestri del Sol Levante, la distribuzione delle puntate ogni giorno anziché uno alla settimana fecero il resto, innestando un fenomeno, di fatto incontrollato ma irreversibile, arrivato fino a oggi: «il bambino partiva dalla narrazione tv a cui si appassionava con storie avvincenti e cariche di contenuto, poi la espandeva in ogni media grazie a questo attaccamento estetico, valoriale e tematico. Voleva rivivere l’esperienza della proiezione o dell’amicizia con questi eroi su riviste illustrate e fumetti, merendine con l’effigie dei personaggi, canzoni, indumenti, oggetti di cartoleria e così via. In Italia la Goldrake-generation è stata la prima a vivere tutto questo in modo così capillare e avvolgente. C’erano stati fenomeni di follia giovanile o infantile, dall’introvabile figurina del Feroce Saladino legata alla trasmissione I 4 moschettieri alla radio, ai fumetti di Flash Gordon o il Topolino libretto, a idoli giovanili come Rita Pavone e Adriano Celentano… ma più che multimediali, erano passioni concentrate su media specifici», ha notato il sociologo Marco Pellitteri interrogato per l’occasione dalla rivista Fumo di China (nata proprio mentre sulla tv italiana debuttava Heidi).

Aspetto tutt’altro che secondario, nel caso della serie di Goldrake fu il ruolo svolto dalla musica, che aumenta sempre il coinvolgimento degli spettatori e permette di prolungarne il ricordo a piacimento: non soltanto quelle indispensabili del commento sonoro durante le avventure della serie (le cosiddette background music, semplici eppure raffinatissime e di grande impatto), ma anche quelle delle sigle che si ripetono a ogni inizio e fine episodio, a volte rimaste negli versioni originali giapponesi e più spesso realizzate ex novo da validissimi autori italiani. Per la più celebre serie di Nagai si verifica l’incredibile record di oltre un milione di copie vendute del disco singolo a 45 giri con la sigla d’apertura UFO robot, scritta da Luigi Albertelli e musicata da Vince Tempera, suonato dagli altri da Ares Tavolazzi al basso ed Ellade Bandini alla batteria, cantato dal giovane Michel Tadini con il coetaneo Fabio Concato ai cori. Viene addirittura registrato un intero album a 33 giri, intitolato direttamente Atlas UFO robot: non c’era bisogno di dire altro.

40 anni dopo, siamo ancora tutti figli di Actarus e del suo robot Goldrake. Auguri!

 


COME UNA PRINCIPESSA 17/22 luglio

Mostra di abiti delle principesse dei cartoni animati

Complesso Agostiniani, Sala Pamphili, via Cairoli 42 – Rimini

 

Alzi la mano chi, da bambina o da un po’ più “cresciutella”, non ha sognato di ballare in un gran salone, con uno di quei magnifici abiti con cui la Disney ha vestito e caratterizzato i suoi personaggi femminili.

Chi non ha mai sognato un diadema come quello di Belle, un abito da principessa come quello di Cenerentola o capelli lunghissimi come Pocahontas?

La prima a farci sognare è stata Biancaneve nel 1937 con i suoi capelli corvini e la sua carnagione lattea. Poi arrivarono le principesse dai capelli color oro, Cenerentola e Aurora. La loro bellezza, la magia e la favola romantica del “vissero felici e contenti” è riuscita a conquistare le bambine di diverse generazioni.

Queste eroine romantiche hanno raccontato la femminilità del proprio tempo e, in molti casi, hanno contribuire a formarne una nuova. Cenerentola, Ariel, Belle, Tiana o Mulan, tra le tante, ci hanno aiutato a sognare, a essere indipendenti, combattive, coraggiose, fuori dalle righe, tragiche, romantiche, eleganti e ottimiste. Le ultime in ordine di tempo hanno addirittura ribaltato i canoni a cui le altre ci avevano abituato, basti pensare a Merida (The Brave, la ribelle; un progetto nato in casa Pixar): lentiggini, abiti comodi che non la costringono più nel vitino di vespa caratteristica di estrema femminilità, anche i suoi  capelli rossi sono così scompigliati da farci pensare una sua ribellione anche contro il il pettine e che non solo contro il matrimonio a cui è stata destinata. Anche in Frozen, la trama si sposta dalla necessità di trovare un principe azzurro salvifico a una storia più complessa che racconta l’incredibile alchimia che unisce le sorelle Anna ed Elsa, una trama sicuramente più vicina alla sensibilità moderna che ne ha decretato l’enorme successo che ha fatto nascere due nuove principesse cariche di fascino, bellezza ma soprattutto determinazione e coraggio.

In ogni caso, i loro abiti sono oggi per noi delle icone, li riconosciamo a colpo d’occhio e continuano ad affascinare bambine, mamme e nonne e vari stilisti ne hanno tratto ispirazione per creare intere collezioni specialmente di abiti da sposa.

Dall’incontro con Anna Ciocci poliedrica e geniale costumista, nasce l’idea di ricreare questi abiti da sogno per presentarli al pubblico del festival.

Un’operazione complessa che parte da uno studio approfondito degli abiti e sulla ricostruzione minuziosa di gonne ampie, balze, tulle, stringhini, pantaloni da odalisca, scolli a cratere e colletti rialzati, maniche a sbuffo e chiffon, ma anche tuniche e pelli Powhatan.

L’allestimento di oltre 20 abiti cuciti perfettamente da Anna è previsto nell’affascinante cornice della sala Phamphili del Complesso degli Agostiniani, uno spazio da poco recuperato alla città dopo un lungo lavoro di restauro e che grazie a luci e musica si trasforma da spazio fisico in luogo metafisico e incantato.

 

18 LUGLIO IN PIAZZA CAVOUR  ORE 20, 30 “COME UNA PRINCIPESSA”.

EVENTO IN COLLABORAZIONE CON IL MERCATINO DEI RICORDI – COCAP
I BAMBINI POTRANNO INCONTRARE DAL VIVO OTTO MERAVIGLIOSE PRINCIPESSE, POTRANNO TRASFORMARSI IN PRINCIPI E PRINCIPESSE, CON TRUCCHI E COSTUMI E FOTOGRAFARSI SU UN MERAVIGLIOSO TRONO.

 

 


 

VENERDI’ 20 LUGLIO ORE 21.00 – Ingresso 5€

L’ISOLA DEI CANI (Isle of Dogs)

Di Wes Anderson

USA, 2018 101 minuti

Produzione: American Empirical Pictures, Indian Paintbrush, Scott Rudin Productions

 

Ritorno alla stop-motion, dopo “Fantastic Mr. Fox”, per il geniale Wes Anderson già regista de “I Tenenbaum” e “Grand Budapest Hotel”: il Giappone nel 2038 ha messo al band

o i cani isolati su un’isola dove si scaricano rifiuti, perché considerati portatori di malattie. Nonostante la possibilità di creare un antidoto, il sindaco Kobayashi della città di Megasaki non intende far tornare i quadrupedi nel “mondo civile” fino al momento in cui il suo nipote adottivo si reca sull’isola proibita per ritrovare il suo amato quattro zampe Spots, il primo ad essere stato esiliato pubblicamente sull’isola. Qui troverà la comunità canina dei sopravvissuti guidati dallo scontroso Chief, impegnati a ritrovare Spots e a cercare una soluzione per riprendere il proprio posto nella civiltà.

 

 

GLI AMICI CANI BENVENUTI AL CINEMA! Prenotate al 345 5784423

Le porte dell’arena cinematografica si apriranno per accogliere i cani accompagnati dai loro padroni. Gli amici a quattro zampe saranno inoltre attesi all’ingresso del cinema per un inedito photocall, mentre all’interno della sala avranno a disposizione tutto il necessario per la loro serenità

 


DOMENICA 22  luglio ore 21.30 Piazza Cavour

MIWA IN CONCERTO

I Miwa nascono nel 1999 per unire le mitiche sigle dei cartoni animati ai ritmi ballabili dello ska, del rocksteady, del reggae, della disco e del punk’n’roll. Dopo una gavetta lunga ed impervia, i Miwa riescono ad affermarsi nel 2006 a Lucca Comics & Games come miglior Cartoon Tribute Band. I Miwa ripropongono le famose sigle dei cartoni animati con arrangiamenti sempre nuovi e variegati, aggiungendo quell’originalità e quella grinta che ha permesso loro di iniziare una fruttuosa collaborazione con le maggiori agenzie per lo spettacolo in Italia (tra cui JamForLive e Union Sound). Ogni brano è un’invenzione per questi ragazzi di Grosseto. Un arrangiamento diverso per ogni pezzo, cambi di tempo, continui cambi di genere insomma, ogni sigla una sua personalità  in grado di trasportare il pubblico in un allegro percorso a ritroso nel tempo

 

 

Tra i concerti più importanti ricordiamo i vari live in cui hanno duettato con Cristina D’Avena e Giorgio Vanni. Producono anche in studio sigle e jingle per emittenti televisive, radio e manifestazioni (Radio DEE JAY, Radio M2O, Radio Animati, Castel Comics, il programma 80nostalgia).

 

 

 

 

 


 

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